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Anno IX - sabato 18 ottobre 2008 - EDIZIONE STRAORDINARIA


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Link agli articoli scritti dagli studenti:
PERCHÉ LO ABBIAMO FATTO.  -  Perché occupiamo?  -  Libero: una voce a favore della Gelmini  
La protesta continua!!! -  Incontro con il Sindaco -  Finalmente "La Repubblica" si è fatta sentire!!
Approvata mozione che promuove classi differenziate per gli stranieri  -  Silvia: la voce alla storia
Che ne dice... Prof?  -  AN vs PD  -  Il giorno più potente di protesta!!!  -  Non è finita qua!!!
Articoli aggiunti domenica 26/10/2008: Questa è la nostra politica!  -  Intervista a Gabriele Zini  - 
Articolo a favore della Gelmini, "Le bugie in piazza"
Articolo aggiunto lunedi 27/10/2008: Intervista a Lorenzo Perilli

Edizione straordinaria del "Il Rastòn": PERCHÉ LO ABBIAMO FATTO.

Durante questi giorni d'occupazione, noi del comitato di giornalismo, in collaborazione con quello artistico e quello di fotografia, abbiamo lavorato a una edizione speciale del giornale d'Istituto.

Perché? Le motivazioni sono molteplici.

Prima di tutto, non avevamo voglia di starcene con le mani in mano a giocare a carte o a pallone dalla mattina alla sera (come alcuni hanno fatto): volevamo improvvisarci giornalisti con lo scopo di "far vedere" a tutti che non abbiamo voluto protestare per saltare una settimana di scuola, ma abbiamo realizzato un'Occupazione con la O maiuscola. Per questo abbiamo scritto degli articoli di "diario" contenenti dei brevi riassunti delle giornate trascorse.

Inoltre, volevamo approfondire le conoscenze su questi decreti legge: infatti abbiamo scritto articoli a scopo informativo, documentati a dovere.

E infine, eravamo curiosi di sapere cosa ne pensasse "la gente", dunque abbiamo intervistato. Oltretutto, abbiamo lavorato alla realizzazione di un volantino da distribuire ai cittadini sia di Scandicci che di Firenze.

Poiché il materiale era molto, abbiamo pensato di farci aiutare dal prof. Rosati (che gestisce il sito d'Istituto) e dal prof. Seriacopi (vicepreside) per realizzare questa versione online del nostro giornale d'Istituto, in modo che chiunque entri nel sito www.russell-newton.it possa leggere questo lavoro.

In questo modo, non solo abbiamo risparmiato tantissima carta, ma abbiamo anche eliminato i tempi tecnici necessari a una tipografia per la stampa e per la consegna, e abbiamo fatto sì che i nostri articoli potessero uscire dalle mura di questa scuola.

Speriamo che il nostro lavoro sia di vostro gradimento e... Buona lettura!


La Redazione de "Il Rastòn"


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Questa è la nostra politica!

[articolo aggiunto domenica 26 ottobre 2008]

A Firenze è notevole il numero degli istituti occupati o autogestiti, fra scuole e università, in particolare quelle scientifiche. Ogni giorno si sono succedute nuove iniziative, come quelle delle lezioni "all’aperto", tenute nei luoghi storici principali della città e gestite da studenti, ricercatori e professori.

Gli studenti ci credono, si impegnano, passano ore ad organizzare comitati e assemblee. Il tema centrale dei dibattiti è come difendere la scuola pubblica e l’università. Tornano le occupazioni come manifestazioni di protesta; nasce il movimento studentesco del 2008.

"Protestiamo perché la cultura non sia un privilegio, ma un diritto per tutti." È il contenuto di uno dei tanti striscioni affissi nelle scuole fiorentine, dove campeggiano alcune delle parole chiave di questa protesta.

Numerose sono state le interviste fatte da giornalisti di quotidiani e media locali, ai ragazzi occupanti. Dalle loro parole emerge la convinzione comune che, in seguito alla riforma, verranno"impediti" negli studi universitari : "..non possiamo accettare la privatizzazione degli atenei..."

".. scusa io sono figlio di un impiegato e già 2000 euro di tasse all’anno sono tante per la mia famiglia. Studio al liceo per andare all’università, ma se poi non me la posso permettere?!"

Oppure: " Quello che ci preme di più sono i tagli che la riforma impone agli atenei italiani; questa legge, che le spinge alla trasformazione in fondazioni di diritto privato, porta come diretta conseguenza una forte limitazione delle prospettive di noi studenti. Innanzitutto molti non potrebbero permettersi il pagamento di una retta che, senza limiti dettati dalla legge, aumenterebbe sicuramente. Per non parlare di quelle facoltà che, non producendo cultura commercialmente sfruttabile (filosofia, storia dell’arte) avrebbero sicuramente difficoltà a trovare finanziamenti, fino a rischiare la chiusura."

Gli alunni ci tengono a chiarire che: "la nostra protesta non è né di destra, né di sinistra e non riguarda solo noi, ma anche i nostri professori e i nostri genitori… " A partecipare alle occupazioni sono invitati tutti, specialmente i professori, in questa occasione, sentiti come dalla stessa parte della barricata: "non ce l’abbiamo con loro, sono vittime come noi.."

Ma soprattutto quello che preme di più i ragazzi è il poter far qualcosa di concreto per la scuola e l’essere presi veramente sul serio.

Non a caso, durante le occupazioni, si organizzano perfettamente per la notte con sacchi a pelo, fanno la colletta per pagare la cena e il giornale d’istituto, improvvisano laboratori informatici con computer PORTATI DA CASA, ovunque formano comitati di lavoro e assemblee.

"Basta raccontare che chattiamo e mandiamo sms tutto il giorno, scrivete cosa diciamo nelle riunioni d’istituto piuttosto!"

E allora, perché non provate ad ascoltarci e a prenderci veramente sul serio?!?

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Perché occupiamo? Abbiamo 133 buoni motivi, anzi.. 137!

(14+15 ottobre 2008) Questo è ciò che stamattina si leggeva in uno striscione affisso al cancello d'ingresso del Russell-Newton. Con un consenso profondamente sentito e pressoché unanime e una partecipazione cospicua, abbiamo messo in atto una protesta costruttiva e organizzata che è stata inaugurata con una breve assemblea: essa ha permesso la concretizzazione dell'occupazione stabilita il giorno precedente e l'esposizione degli accordi presi con la Preside e firmati da alcuni alunni maggiorenni. In breve, la scuola resterà occupata fino alle 10 di sabato 18 ottobre, i luoghi in cui si può occupare sono il cortile e il pianoterra del lato B, si garantisce la continuità didattica (pur con i limiti derivanti da un minore afflusso alle lezioni), la partecipazione all'occupazione non è considerata un'assenza, i firmatari si prendono ogni tipo di responsabilità. Successivamente il prof. Seriacopi è intervenuto spiegandoci e leggendoci brevemente i due decreti legge 133 e 137 e confrontandoli con gli articoli della Costituzione Italiana. Dopodiché ci siamo smistati in vari gruppi di lavoro così differenziati:

  • Fotografia, che fa sì che si possa vedere con i propri occhi le forme della protesta;
  • Giornalismo e volantinaggio, che si occupa di realizzare e distribuire volantini e di scrivere articoli informativi e divulgativi;
  • Organizzazione, che dirige lo svolgimento quotidiano dell'occupazione;
  • Comunicazione esterna, che si occupa di mettersi in contatto con le altre scuole della provincia e con quotidiani, sindacati e radio;
  • Artistico, che realizza la parte "grafica" del giornalino;
  • Approfondimento Legge, che con la collaborazione di un professore di diritto hanno il compito di illustrare i nuovi decreti legge nel loro contenuto informativo e nelle loro conseguenze;
  • Cineforum, che organizzano proiezioni di film a tema.
Nel pomeriggio molti studenti si sono recati ad un sit-in (non autorizzato) davanti a Palazzo Vecchio che si è poi trasformato in un corteo: esso è stato pacifico, civile ed ha avuto una consistente partecipazione da parte di studenti di tutte le scuole superiori della provincia di Firenze. È partito da piazza Duomo per poi dirigersi verso l'istituto Machiavelli-Capponi. Cinque studenti alle 21.00 si sono recati alla Casa del Popolo di Vingone per partecipare ad una conferenza tenuta da Fabio Mussi e Franco Giordano. Due di questi, Gabriele Zini e Marco Coppola, hanno informato i presenti di cosa sta realmente accadendo all'interno del Russell-Newton e dei contatti dell'istituto con le altre scuole della provincia.

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sit-in in Piazza Signoria [clicca sull'immagine per ingrandirla]

...La protesta continua!!!

(16 ottobre 2008) Si è iniziato il terzo giorno d'occupazione, come d'abitudine, con un'assemblea, in cui è stato esposto il seguente programma per la giornata:

  • Dibattito sui decreti legge tenuto da un esponente del PD e uno di AN;
  • Svolgimento dei comitati;
  • Conferenza di alcuni professori sulle "riforme della scuola dal XX sec. a oggi" in auditorium;
  • Incontro alle 18.00 col Sindaco di Scandicci in auditorium.
L'incontro in auditorium con alcuni professori sulle riforme della scuola non è stata tanto una conferenza quanto un dibattito aperto. Sono state illustrate le riforme ed è stata confrontata la situazione scolastica italiana con quella straniera, in particolare con Francia e Inghilterra. Nonostante ci sia stata poca partecipazione a questo dibattito da parte di tutti gli studenti, i pochi partecipanti hanno instaurato una conversazione molto educativa. Comunque sia, l'intervento dei professori ad ognuna delle iniziative della nostra occupazione è stato notevole e gradito.

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Libero: una voce a favore della Gelmini.

Cercando di capire perché pensano sia giusto.

Leggendo tre articoli del quotidiano "Libero" - uno del 9 e due dell'11 settembre - riguardanti i decreti legge 133 e 137, abbiamo riscontrato un linguaggio molto pesante ed estremista. Riportiamo di seguito i concetti principali che emergono da questi articoli. L'articolo del 9 settembre è stato collocato nella prima pagina del quotidiano. Articolo di rilevanza, quindi, per un giornale filo-governativo. Questo articolo espone i motivi per i quali i giornalisti approvano i decreti legge. Già dal sottotitolo si notano forti accuse e generalizzazioni - infatti si legge: "Il sistema d'istruzione [...] devastato da fannulloni e cattivi maestri (di sinistra)". Sono fermamente convinti che riusciranno a "rimettere a posto il sistema d'istruzione" con l'insegnante unico e ingenti tagli sui precari.

L'articolo si apre con ulteriori accuse, stavolta non direttamente di stampo politico ma generalizzate alle "scuole italiane": quest'ultime sono infatti accusate di "aver ricominciato con le solite stupide polemiche". Oltretutto, si afferma che il numero massimo di alunni per classe è 20, quando nei nuovi decreti si legge 33. Per quanto riguarda il maestro unico, i leghisti pensano che non produca un peggioramento. Anzi, pensano che migliori la situazione, poiché ritengono che tre maestri per classe siano un lusso, ma non per i bambini, bensì per i maestri stessi, che hanno più possibilità di essere stipendiati, anche se ciò causa un'eccedenza di docenti. Si sottolinea poi che questo decreto, in effetti, creerà problemi ai precari e che questi sono quasi tutti del sud: quasi a voler discriminare gli abitanti dell'Italia meridionale.

In seguito si ha una critica ai sindacati che si protrae fino alla fine dell'articolo e che sostiene che "se la prendono" con la Gelmini allo scopo di avere dalla loro parte l'opinione pubblica, che "la sinistra e il sindacato considerano la scuola un ammortizzatore sociale, un refugium peccatorum che aiuta i disoccupati col denaro dei contribuenti" e che si procurano clientela soltanto per l'incompetenza degli insegnanti. Insomma, i sindacati vengono incitati a rassegnarsi, come viene incitato a rassegnarsi pure Veltroni, accusato di "punzecchiare" la Gelmini perché ha preso la laurea in Calabria e non a Brescia, dov'è nata: accusa, secondo il giornalista, infondata, dato che Veltroni non possiede neanche una laurea.

Il secondo articolo è invece meno generico: il giornalista manifesta il proprio dissenso riguardo a quello che sta succedendo in questi giorni nella scuola italiana. Emerge fin dalle prime parole un'accusa agli insegnanti e ai sindacati che in questi giorni si stanno mobilitando per protestare contro questi decreti legge. La prima critica è rivolta agli insegnanti che, secondo il giornalista, stanno cercando di imporre le proprie idee agli studenti. In pratica, essi vengono accusati di approfittarsi dei ragazzi e soprattutto dei bambini per manifestare la loro opinione politica, perseguendo unicamente i propri interessi. I bambini vengono descritti come "lavagne usate per scriverci sopra i propri slogan sindacali". Oltretutto nell'articolo si esorta i lettori a chiamare i carabinieri alla vista di qualsiasi tipo di protesta e si asserisce fermamente che "tutte le persone di buon senso vogliono il ritorno del maestro unico".

Il terzo articolo entra ancor più nel particolare: in breve, si racconta che nel liceo Newton di Roma, durante l'intervento della Gelmini in occasione della presentazione di un libro, alcune insegnanti le hanno gridato che "sta portando allo sfascio la cultura" e che "si deve vergognare" di ciò che sta facendo. La polizia è stata chiamata "per riportare ordine". Dopo il breve resoconto dell'accaduto segue un ennesimo insulto all'opposizione, la quale ritiene esagerato l'intervento della polizia per una cosa così di poco conto come dei fischi di qualche contestatore. I leghisti hanno visto questa protesta come un atto di prepotenza.

Libero è un quotidiano legato al partito della Lega Nord, ed è per questo che in questi tre articoli abbiamo riscontrato un linguaggio tipicamente estremista, di dura e irreversibile condanna a tutto ciò che contrasta l'idea del partito. A noi è sembrato che la confutazione dei motivi della protesta abbia visto i leghisti aggredire ogni opposizione piuttosto che esporre le proprie ragioni di dissenso.

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Volantino [clicca sull'immagine per ingrandirla]
Striscione all'ingresso [clicca sull'immagine per ingrandirla]

Che ne dice... Prof?

Se oggi la nostra scuola è occupata, c'è senz'altro un motivo, e cioè, come ormai anche i muri sanno, i decreti del Ministro Gelmini, che penalizzano in vari modi le istituzioni scolastiche pubbliche. La maggior parte degli studenti dell'Istituto Russel Newton ha votato a favore dell'occupazione, questo principalmente per due motivi:

  • c'è chi (purtroppo) pensa che l'occupazione sia unicamente un pretesto per saltare la scuola;
  • c'è chi è fermamente deciso a contrastare la riforma Gelmini.
È però interessante conoscere anche il punto di vista dei professori interni e non alla scuola. Ecco il pensiero a riguardo ad alcuni di essi:

Professor Dattero
Secondo il professor Dattero, l'attuale occupazione è organizzata in modo ottimale. La riforma Gelmini è dannosa per le istituzioni pubbliche, in quanto l'aumento dei costi causerà la nascita di scuole elitarie, che provocheranno una diminuzione della competitività degli individui. La soluzione migliore sarebbe NON tagliare i fondi alle scuole e alla ricerca, di uguale importanza.
(Docente dell'Istituto Russell-Newton)

Professor Pristerà
È favorevole all'autogestione più che all'occupazione. Il professor Pristerà afferma che i decreti della Gelmini sono deleteri per la scuola pubblica, e che causeranno una differenziazione delle classi: ci saranno scuole di classe A e di classe B, dove il livello di insegnamento, ovviamente, sarà differente. Il ministro Gelmini è chiuso rispetto ad ogni tipo di dialogo, e nonostante lo sciopero sia esteso, probabilmente il Ministro non si muoverà di fronte ai disordini. Il consiglio del professor Pristerà alla Gelmini: SI DIMETTA.
(Docente dell'Istituto Russell-Newton)

Professor Becheri
Secondo il Professor Becheri, il tratto più critico della riforma è quello che riguarda l'Università. Infatti, l'Italia non può basarsi unicamente sul turismo, ed è essenziale investire nel campo scolastico e della ricerca. Il professor Becheri, concorda con gli studenti sui motivi delle proteste, e nonostante avrebbe preferito l'autogestione all'occupazione, afferma che poiché viviamo in uno Stato democratico, se la maggioranza degli studenti ha votato a favore dell'occupazione, è giusto che questa venga fatta, anche perché il professore ha notato un certo impegno degli studenti nell'organizzazione di incontri, confronti, comitati ecc. È favorevole allo 'scambio internazionale di cervelli', ma assolutamente contrario alla sempre maggiore fuga di cervelli, ed approva il 7 in condotta. Il consiglio del professor Becheri alla Gelmini: RIPENSI AI TERMINI DELLA LEGGE.
(Docente dell'Istituto Russell-Newton)

Professoressa Rasini
'I decreti del Ministro Gelmini sono assolutamente deleteri; favoriscono la paralisi del sistema scolastico e universitario già duramente provato. I maggiori problemi sono la riduzione delle finanze fornite alla scuola e all'Università, una generale retrocessione e la pericolosa prospettiva di trasformazione delle Università in Fondazioni private. Per garantire il diritto allo studio (di tutti, indipendentemente dalla provenienza e dalla condizione sociale), occorre che l'Università sia pubblica e non soggetta alle regole variabili e restrittive della privatizzazione. Il futuro dell'Università pubblica dipende dai finanziamenti statali che purtroppo sono sempre meno. Anche l'assunzione di giovani studiosi è sempre più ostacolata dalla politica di questo governo'.
(Ricercatrice di Filosofia all'Università di Modena e Reggio Emilia)

Due maestre di scuola elementare
Alla domanda: "Che ne pensate del metodo di approvazione di tali decreti legge?" hanno risposto che si tratta di un sistema dittatoriale e che sono stati proposti in estate per approfittare di un periodo in cui l'attenzione dell'opinione pubblica è distolta dal riposo estivo. Questi provvedimenti sono stati definiti anticulturali e antidemocratici e volti a rendere il popolo ignorante, in modo che la destra possa esercitare un potere dittatoriale. Esse hanno affermato che, nonostante essi provocheranno un impoverimento culturale ed economico, molto probabilmente verranno promulgati: infatti l'opinione pubblica dovrebbe essere molto più informata e la sinistra molto meno divisa e incline più all'azione che al dialogo. Nondimeno, uno spiraglio di speranza è rappresentato dal fatto che Forza Italia rappresenta un partito di consenso, quindi se l'approvazione popolare viene meno "potrebbe fare un passo indietro".
(Docenti dell'Istituto comprensivo Scandicci III)

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Incontro con il Sindaco

Nel terzo giorno di occupazione, il 16/10/2008, dopo una giornata ricca di conferenze, l'Istituto Russell-Newton ha chiuso in bellezza: verso le 18.30 è arrivato infatti in Auditorium il sindaco di Scandicci, Simone Gheri.

Sindaco Gheri in Auditorium [clicca sull'immagine per ingrandirla]

Pronti ad accoglierlo al meglio, i ragazzi sono rimasti stupiti: il Sindaco non era venuto a parlare in veste di autorità, ma più come un uomo che ha maggiori esperienze di vita rispetto a noi, che dalle occupazioni c'è già passato e che ha molto da consigliarci. L'esordio, infatti, è stato il racconto della sua occupazione in quinta liceo scientifico: la prima che si faceva dopo i grandi moti del Sessantotto. Di questa occupazione, però, non si ricordava neppure più il motivo; egli infatti faceva parte della "pantera", cioè della generazione dei nati nel Sessantasei, quella che le rivolte le ha viste solo di riflesso, caratterizzata com'era dalla scarsità di partecipazione politica e sociale. Inutile dire che da allora ad oggi le cose sono solo peggiorate.

Ma il Sindaco appoggia totalmente queste proteste che stanno dilagando per tutta l'Italia, ci spinge a far sentire la nostra voce, ha fiducia nel pensare che qualcosa sta cambiando: i giovani finalmente vogliono riprendere da soli gli spazi che spettano loro di diritto, per un futuro migliore e più immerso nell'attualità. La riforma Gelmini, infatti, guarda indietro: il mondo intero è spinto verso il progresso, verso l'integrazione, e l'Italia, invece, differenzia le classi, come si faceva quaranta o cinquant'anni fa.

Il Sindaco, perció, ci stimola vivacemente a prendere parte alle assemblee, alla vita politica, e cita più volte l'importanza della "cittadinanza attiva", in modo che anche i giovani possano sentirsi rappresentati. Sono infatti questi ultimi che sono maggiormente sfiduciati verso il futuro, che vedono nella loro vita soltanto precariato, un lavoro sottopagato e le difficoltà di mettere su famiglia. Ma per far fronte a questi problemi bisogna essere cittadini consapevoli: e non c'è modo migliore per esserlo se non grazie alla scuola.

Ma come farà la scuola, a prepararci, se non ha i fondi per essere efficiente? È proprio questo il punto dolente che rivela la gravità della riforma, secondo il Sindaco: la scuola (insieme alla Sanità) è il pilastro dello sviluppo del Paese, e il diritto all'istruzione non può né essere limitato né tanto meno negato a chi non ha i soldi necessari per pagarsi le ingenti tasse di iscrizione all'Università, ad esempio. Fortunatamente, almeno a livello del territorio comunale, non sono previsti tagli o licenziamenti, in quanto già prima della riforma il Comune aveva già razionalizzato le spese scolastiche, agendo solo dove necessario. Bisogna infatti agire razionalmente e non dove e come capita, solo per risanare il debito pubblico; si rischia solamente di far retrocedere culturalmente il Paese.

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AN vs PD

Il 16/10/2008, terzo giorno di occupazione, si è tenuto un dibattito sulle leggi 133 e 137, a cui hanno partecipato due esponenti: Garzanti del PD di Scandicci e Donzelli di AN. I due rappresentanti hanno dato la loro disponibilità per spiegare i loro diversi punti di vista, in modo che anche i ragazzi potessero comprendere meglio la riforma. Il dibattito è stato aperto dall'esponente di Sinistra elogiando il metodo di occupazione adottato: partecipativa, costruttiva e basata sulla collaborazione tra studenti, professori e personale scolastico. L'esponente del PD ha chiarito per prima cosa il significato di riforma: le riforme vere e proprie sono quelle degli anni Sessanta, e quella di Berlinguer; quella della Gelmini rischia di essere solo una "rispolveratina di demagogia", solo un taglio economico. Donzelli ribatte animatamente che non è d'accordo con la riforma, ma che comunque si rischia che il dissenso sia strumentalizzato. Individua le tre classi che portano avanti la protesta:

  • L'opposizione politica (la Sinistra)
  • Professori e personale scolastico
  • Studenti
Egli ritiene che le prime due classi possano usare la massa degli studenti per proteggere i loro privilegi e interessi, con il pericolo che la protesta venga abbandonata, una volta ottenuto ciò che volevano; e accusa la sinistra che con Bassanini già avevano iniziato i tagli. Vari professori, a questo punto, sono intervenuti, e l'interesse generale è stato colpito dalla seguente affermazione: "Chi ci spinge a pensare con cervelli separati [...] è costui che ci apre la porta per la vera strumentalizzazione" proprio per sottolineare una solidarietà e una voglia di collaborazione che non solo viene dagli studenti, ma anche dai professori. Una riforma sentita da tutti indistintamente, ma che sembra non esistere: l'esponente di AN ci illustra il perché questa è una protesta "di favola": non è vero che tutte le Università diventeranno fondazioni private (ma quelle che lo diventeranno avranno la gestione autonoma della contabilità), e quindi non è vero che le tasse d'iscrizione aumenteranno, non è vero che il tempo pieno verrà abolito, e che non è colpa dell'attuale governo se non ci sono i fondi, ma dei sindacati che si sono anche prestati per delle assunzioni di massa nelle elementari.

E allora, per cosa protestiamo? Protestiamo perché, parlando chiaro: verranno licenziati dal 2009 al 2012 più di 87.000 professori, 44.500 addetti del personale ATA, per un totale di 130.000 persone, famiglie senza lavoro che graveranno sullo Stato. Protestiamo perché il 30% dei soldi risparmiati verrà investito nuovamente nella scuola, mentre il 70% andrà a risanare il debito pubblico. Questo porterà ad un aumento della "fuga di cervelli", e ad una minore istruzione della popolazione, in cui chi ha soldi detiene la cultura (come nel medioevo!)... Siamo sicuri di volerlo? Vista la partecipazione unita e costruttiva tra le scuole, insegnanti e personale ATA, pensiamoci due volte, prima di ignorare questo grande messaggio....

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Striscioni occupazione [clicca sull'immagine per ingrandirla]

Approvata mozione che promuove classi differenziate per gli stranieri

Martedí sera, in un periodo caldo della protesta delle scuole contro la riforma Gelmini, la Camera ha approvato una mozione presentata dalla Lega Nord che prevede l'istituzione di classi separate riservate agli studenti stranieri per permettere loro di imparare l'italiano, favorendo la loro integrazione.

Ma a loro verrà insegnato anche "il rispetto di tradizioni territoriali e regionali", "il rispetto per la diversità morale e la cultura religiosa del Paese accogliente", "l'interdipendenza mondiale", "il sostegno alla vita democratica", oltre alla "comprensione di diritti e doveri (rispetto per gli altri, tolleranza, lealtà, rispetto della legge del Paese accogliente)".

Questo documento ha provocato molte polemiche e dissensi, non solo da parte dell'opposizione ma anche di molti rappresentanti della destra. Gli studenti stranieri, prima di essere ammessi al normale corso di lezione, saranno sottoposti a un test per verificare la loro conoscenza della lingua italiana e qualora non lo superassero verrebbero inseriti nelle cosiddette "classi ponte" per permettere l'apprendimento e favorire in seguito la loro integrazione con gli studenti che seguono i corsi normali. La politica di questa mozione è stata definita di "discriminazione transitoria positiva".

Vengono spontanee alcune domande relative a come la formazione di classi separate possa veramente favorire l'integrazione. Una volta ammessi a seguire le lezioni insieme agli altri studenti, gli stranieri come verranno visti? Riusciranno ad inserirsi in un gruppo già consolidato? Inoltre, seguendo solo corsi di italiano, non rimarranno indietro nelle altre materie? Non potrebbero, invece, seguire corsi extra di italiano in aggiunta alle normali lezioni?

Ma bisogna porci anche un'altra domanda: come si puó permettere che delle persone vengano discriminate "positivamente", poiché chi è che puó definire che la discriminazione sia positiva? E poi, perché, secondo i leghisti, solo gli studenti stranieri devono studiare il rispetto per le tradizioni del Paese, della religione e delle leggi? Nella mozione viene adottato il termine "stranieri", che è usato ad indicare gli extracomunitari. Ma se uno studente, ad esempio, svedese arriva in Italia, ammettendo che la soluzione proposta dalla Lega sia approvata, non avrà lo stesso bisogno di frequentare le "classi ponte"?

Questi provvedimenti sembrano fomentare i comportamenti discriminatori già manifestati fin troppo in diversi episodi di intolleranza per giustificare e assecondare a scopo demagogico convinzioni e paure xenofobe. Dopo studenti di serie A e di serie B, avremo anche cittadini di serie A e di serie B?

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Finalmente "La Repubblica" si è fatta sentire!!

Su "La Repubblica" di oggi, venerdí 17 ottobre, possiamo leggere due articoli riguardanti il nostro Istituto, uno dei quali è stato scritto proprio da una studentessa di questo Istituto, Nadia Innocenti.

Nadia informa i lettori che la nostra scuola è una delle 27 occupate tra Firenze e provincia per protestare contro le riforme della Gelmini. Racconta che un ragazzo di quinta ha affermato "amaramente" che se avesse avuto consapevolezza prima della situazione in cui ci saremmo trovati, sarebbe andato a lavorare come muratore. "Addirittura in uno dei migliori licei della Toscana", commenta ,"gli alunni formulano discorsi pieni di delusione".

Sottolinea poi che i ragazzi di quinta, che quest'anno dovranno affrontare l'esame di Stato, sono stati i primi ad esporsi, dato che "non hanno nulla da perdere". Nadia è sorpresa dalla solidarietà che sta vedendo in questi giorni tra i ragazzi: "siamo tutti fratelli ora", dice. Non nasconde neanche che la Preside non è affatto d'accordo con questa occupazione, ma d'altra parte, "date le circostanze e dopo esser giunti ai necessari compromessi", ci ha permesso di occupare fino a domani alle 10.00. Persino i professori, che pure non condividevano l'occupazione come sistema di protesta, sono in maggioranza dalla nostra parte: intervengono e manifestano la loro disapprovazione verso questi decreti legge. Molto carino ed efficace il modo in cui si conclude l'articolo: "Ci guardate le tasche? Noi valiamo piú di una banconota! Volete darci una mano? Noi vogliamo studiare!".

Nella pagina seguente, si legge questo titolo: "Mezzanotte al Russell-Newton con una birra e Julien che gira un film". Finalmente una giornalista de "La Repubblica" ha scritto un articolo sulla nostra scuola! In questo articolo viene spiegata l'organizzazione della nostra occupazione e nello specifico ció che succede dopo mezzanotte, quando molti studenti se ne tornano a casa e una sessantina di essi resta all'interno dell'Istituto per sorvegliarlo.

La nostra occupazione viene definita la "piú grande di tutta la provincia". La conseguenza è che oltre ad essere la più grande, è anche la piú difficile da gestire. "Ma ci stiamo riuscendo", dice Irene, che sfida a controllare e a constatare coi propri occhi che non è stato rotto neanche un vetro. L'occupazione, passata mezzanotte, "entra nel suo momento di scialo": ma c'è anche chi continua a lavorare. Julien infatti è chiuso nella stanza d'informatica per aggiornare il blog dell'occupazione da lui creato (occupazionern.blogspot.net) e "per realizzare il suo sogno: un filmato che racconti le occupazioni in città". Durante la notte, peró, si organizzano anche le attività per il giorno seguente e ci si mette in contatto con le altre scuole. A questo punto interviene Irene, che dice che ci sono molte persone disinteressate, ma molte vogliono collaborare, e ogni volta che le chiedono se ha bisogno di aiuto, si emoziona.

"La Repubblica" descrive quindi positivamente la nostra occupazione: siamo molto fieri di questi articoli, e soprattutto siamo fieri del fatto che almeno un quotidiano si sia interessato di ció che sta accadendo all'interno del nostro Istituto. Siamo sempre più convinti che stiamo agendo in modo efficace, e che la nostra protesta non sia una perdita di tempo, come ancora molte persone credono, bensí un'occasione di maturazione e di concreto impegno nel sociale con una partecipazione attiva di cittadinanza.

[clicca qui per leggere l'articolo di Nadia Innocenti pubblicato su "La Repubblica" di venerdì 17/10/08. Clicca qui per leggere l'altro articolo di Repubblica dello stesso giorno sul Russell-Newton]

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Striscione decreti 133 e 137 [clicca sull'immagine per ingrandirla]


articolo Nadia Innocenti au Repubblica

[clicca sull'immagine per ingrandirla]


Riunione nel cortile coperto [clicca sull'immagine per ingrandirla]


articolo di Repubblica sul Russell-Newton

[clicca sull'immagine per ingrandirla]


Gruppo giornalismo [clicca sull'immagine per ingrandirla]


Sindaco Gheri in Auditorium [clicca sull'immagine per ingrandirla]


Silvia: la voce alla storia

"Se penso all'università per la quale ci battevamo mi viene da piangere"

La scuola degli anni Sessanta si presentava decadente, un insieme di esercizio autoritario dell'insegnamento, selezioni su base classista e programmi obsoleti. Potremmo paragonare la società di allora ad una pentola a pressione, che surriscaldata esplose con le rivolte iniziate nel Maggio del 1968. Nel decennio successivo la figura dello studente accanto a quella del proletariato di fabbrica diventò il protagonista di una vasta serie di rivoluzioni, che in seguito portarono ad importanti conquiste sociali.

Silvia è stata una di loro, quarant'anni fa si è battuta per i suoi diritti, e grazie all'interesse ed alla costanza della gente che come lei lottava è riuscita a migliorare la società. Il 17 ottobre è venuta nel nostro Istituto a raccontarci la sua esperienza, alla luce degli ultimi fatti, che sembrano aver nuovamente creato nei giovani quell'impeto che animò i cosiddetti sessantottini; quel bisogno di riunirsi e di lottare per uno scopo comune. Ma la protesta è profondamente mutata; purtroppo, come tristemente ci ricorda Silvia, i nostri mezzi, come l'occupazione, non hanno più lo stesso impatto che avevano ai suoi tempi. La domanda che sorge spontanea è:
- Perché? -

Forse sarà colpa dei "nuovi rivoluzionari" che a causa di alcuni "fannulloni" perdono di credibilità, oppure sarà anche colpa di un governo restìo al dialogo e conservatore. "Se davanti ai fatti ripenso all'università per la quale ci battevamo mi viene da piangere", sostiene. La cosa che più fa temere, è il quasi totale disinteressamento e la scarsa partecipazione alla vita politica dei giovani di oggi: "Ai miei tempi, coloro che si disinteressavano o non c'erano o erano una netta minoranza".

Silvia lottava per il diritto allo studio, per il nostro stesso motivo, e si chiede come mai, vista la sua esperienza, manchi nei giovani d'oggi la fiducia e la voglia di lottare per una giusta causa. Nel '68 i professori erano contro ogni forma di protesta studentesca, e i presidi chiamavano le forze dell'ordine ogniqualvolta sentissero solo nominare la parola OCCUPAZIONE. Le proteste erano violente, e protestando si poteva morire, ma la paura della morte non fermava la massa animata da solidi e comuni principi. Lottavano anche per avere i diritti che a noi oggi sembrano cose scontate: lottavano per avere assemblee in cui poter esprimere liberamente il loro punto di vista, soppresso all'interno della rigida educazione imposta dalla scuola e dalla società.

"Oggi", ribatte Silvia, "nessuno verrà mai contro di voi con i manganelli a farvi del male e avete anche i professori dalla vostra parte, preside compresa"; le fa piacere, le si legge negli occhi che crede nella nostra protesta, pur sapendo essere purtroppo inutile agli occhi del governo, ci dice di non mollare, di stare uniti e di cooperare, poiché se anche la nostra protesta non cambierà la legge ha sicuramente reso consapevole una grande quantità di gente... l'ignoranza ci rende schiavi.

Francesca Baroni, 5A Liceo Scientifico

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Il giorno più potente di protesta!!!

(venerdì 17 ottobre 2008) Siamo giunti al nostro quarto giorno di occupazione. Oltre alle scuole in "sciopero" si aggiungono anche molti insegnanti, che aderiscono allo sciopero indetto dai sindacati COBAS, CUB e USI-AIT. Giorno molto conveniente quindi per protestare, per chi volesse farlo!

La nostra giornata si è aperta, come al solito, con un'assemblea. Il programma di oggi è il seguente:

  • Dalle 8.00 in poi: svolgimento comitati;
  • 10.30 – 13.00: conferenza sulla crisi economica e finanziaria tenuta dai proff. Avogadri e Berardi;
  • 15.30: esibizione della "Capoeira";
  • 18.00: proiezione del film "V per Vendetta" in Auditorium.

La conferenza sulla crisi economica tenuta dai proff. Avogadri e Berardi è stata molto interessante. Come al solito c'è stata una partecipazione attiva di alcuni studenti che hanno posto delle domande ai professori. L'esibizione della Capoeira è stata "un capolavoro", come hanno affermato alcuni studenti dell'istituto che hanno assistito allo spettacolo.

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Articolo a favore della Gelmini, "Le bugie in piazza"

[articolo aggiunto domenica 26 ottobre 2008]

Ci sono state, però, anche molte persone favorevoli al decreto della Gelmini, oltre ai giornalisti del quotidiano "Libero"; qui proponiamo, riformulato, un articolo che vuole convincere i docenti e gli studenti che la riforma sarà molto positiva per le scuole.

Licei occupati, notte bianca, slogan e striscioni, la protesta del mondo della scuola contro la riforma Gelmini prosegue.

I punti più contrastati sono i tagli alle spese della "macchina" scolastica. L’obbiettivo è risparmiare quasi 8 miliardi in tre anni che il ministro vuole reinvestire, in parte, proprio nella scuola; quindi non è vero che la riforma toglierà risorse agli istituti e non è vero che lascerà gli insegnanti a secco. Inoltre sembra che sulla questione del maestro unico circolino fraintendimenti; questo sarà infatti sempre affiancato da un docente di inglese e, grazie al maggior numero di maestri disponibili, il tempo pieno aumenterà del 50% .

Per quanto riguarda le ore di lezione, la Gelmini intende ridurle negli istituti tecnici e professionali.

Il principio è che conti di più la qualità del lavoro, non la quantità.

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Intervista a Lorenzo Perilli
(4A Liceo Scientifico PNI)

[articolo aggiunto lunedi 27 ottobre 2008]

COSA PENSI DELLA RIFORMA GELMINI?

L’istruzione è alla base della democrazia. Invece di dare fondi alla scuola, vengono tolti, il che è deleterio per la scuola. I budget per le scuole dovrebbero essere illimitati, e non ridotti. Inoltre, le nuove leggi aumenteranno la xenofobia, che in Italia è maggiormente diffusa rispetto agli altri stati.

L’OCCUPAZIONE RIUSCIRÀ A RISOLVERE QUALCOSA SECONDO TE?

L’occupazione probabilmente non risolverà nulla, ma questo non significa che noi non dobbiamo manifestare il nostro dissenso. Diciamo che l’occupazione è più che altro un avviso; un punto di partenza per le proteste.

SAREBBE POSSIBILE UNA COLLABORAZIONE FRA CITTÀ?

La collaborazione tra città sarebbe possibile, e probabilmente migliore, in quanto più efficace. Questa collaborazione, però, deve partire da noi ragazzi.

COSA PENSI DELLE RIFORME DELLA GELMINI?

Secondo me, e tocco solo alcuni argomenti, la divisa ricorda molto il periodo fascista, e il maestro unico è anch’esso un ritorno al passato. È vero che ci sono molti insegnanti non prendono con serietà il proprio lavoro, ma questo non vuole assolutamente dire che il maestro unico migliori la situazione!

COSA PENSI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO? SEI D’ACCORDO CON LUI?

Secondo me il sindaco ha fatto un intervento giustissimo e dettagliato, e anche apolitico. Sì, io mi trovo perfettamente d’accordo con il sindaco.

COSA PENSANO I TUOI GENITORI?

I miei genitori sono a favore delle proteste, perché come me pensano che la scuola sia alla base della società, e che queste riforme finiranno per distruggerla.

COSA NE PENSI DELLA FUGA DEI CERVELLI?

Mah, a causa delle nuove riforme, questo fenomeno sicuramente si accentuerà, in quanto meno fondi corrispondono a meno strumenti per la ricerca.

La fuga di cervelli è quindi, ovviamente, negativa, al contrario dello scambio di cervelli, infatti i cervelli non devono essere nazionalizzati, ed è necessaria una collaborazione all’interno del mondo. Il punto è che mentre le nostre scuole vengono privatizzate a causa della mancanza di fondi, i politici continueranno a guadagnare cifre esorbitanti, e in un prossimo futuro, è possibile che si formerà una classe colta al governo, e una classe male istruita che non potrà che obbedire.

Nel bilancio dello Stato è necessario avere delle priorità, e le scuole devono essere finanziate, i fondi per la ricerca devono essere una delle prime preoccupazioni per lo Stato.

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Intervista a Gabriele Zini, uno degli studenti del "Russell-Newton" che si è impegnato di più nell’ambito delle iniziative dell’occupazione della scuola.

[articolo aggiunto domenica 26 ottobre 2008]

  • Cosa pensi dell’occupazione? L’occupazione è una forma di protesta estrema, però è la più adeguata alla situazione; infatti la maggior parte degli studenti e la preside hanno dato il loro consenso. Insieme siamo arrivati ad un punto di collaborazione, che ha fatto procedere la protesta in modo costruttivo.
  • Come ti sei impegnato per l’occupazione? Mi sono impegnato a controllare la situazione notturna, la più "delicata", che può facilmente sfuggire al controllo. Poi ho partecipato alle riunioni studentesche, tenutesi nelle scuola delle zone centrali di Firenze. Successivamente ho riferito i dibattiti, le idee e le proposte degli studenti dei vari istituti superiori; infine ho parlato alla radio della nostra occupazione.
  • Sei soddisfatto dell’occupazione del Russell-Newton? In parte sì e in parte no. Sono contentissimo di coloro che hanno sentito molto il significato di questa occupazione e si sono impegnati affinché procedesse nel migliore dei modi. Sono rimasto deluso, invece, dalla stragrande maggioranza degli studenti che inizialmente hanno appoggiato l’occupazione, per poi non parteciparvi e non collaborare.
  • Com’è nata l’occupazione nella tua scuola? Questa occupazione è il frutto di un accordo tra professori, preside e studenti; perché i motivi che hanno provocato questo gesto di protesta riguardano direttamente tutti coloro che fanno parte del sistema scolastico.
  • Cosa pensi di chi approva questa riforma e quindi non condivide il progetto dell’occupazione? Penso che sia ignaro di ciò che spetterà agli studenti italiani; oppure che cerchi soltanto di difendere i propri interessi.
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Non è finita qua!!!
Continueremo a protestare nella nostra testa!!!

(sabato 17 ottobre 2008) Siamo giunti al quinto e ultimo giorno di occupazione del Russell-Newton. Alle 9 il cortile della scuola era deserto. Come una bellissima festa già finita, due ragazzi spazzano per togliere i mozziconi di sigaretta e le cartacce, e qualche professore esce dall'interno della scuola quasi deluso dal non vedere quella schiera di sedie; quel banco enorme in mezzo al cortile munito di tutti gli apparecchi elettronici per organizzare conferenze, assemblee e persino per trasmettere musica; quei ragazzi che tanto hanno creduto in questa occupazione, e che sono riusciti sia a organizzarla che a portarla a termine coerentemente.

Le aule della scuola sono vuote, o al massimo c'è qualche professore qua e là che scrive, lavora col suo notebook, chiacchiera con i colleghi. Ma attenzione: questa non è la fine di una "bellissima festa", ma è la fine, seppur solo teorica, di un qualcosa di piú grande, in cui la maggior parte di noi ha creduto e crede ancora. Per gli studenti che si sono impegnati davvero non è stata affatto solo una festa. Sí, certo, ci sono stati anche dei momenti di divertimento, ma delle volte questo "lavoro" è stato molto più pesante delle regolari lezioni. Gestire uno spazio enorme come il nostro Istituto, seppur in parte, non è di certo una cosa facile. Tenersi in contatto con le altre scuole, contattare quotidiani, tv, radio, organizzare conferenze, proiezioni di film, addirittura un incontro con il Sindaco ...beh, non è un lavoro da niente.

È doveroso quindi ringraziare tutti gli studenti del Russell-Newton che si sono adoperati perché questa occupazione fosse ben gestita, ben organizzata e ben "protetta". Grazie a tutti quegli studenti che sono andati a manifestare, a far sentire la propria voce anche fuori da questo Istituto, che non hanno avuto paura di difendere i propri diritti di studente e che hanno contribuito a creare una forza unita tra tutte le scuole della provincia.

Grazie a tutti i giornali che hanno dedicato anche solo un piccolo articolo e un piccolo spazio in una pagina del loro quotidiano per informare i cittadini che gli studenti della provincia di Firenze non sono stati con le mani in mano per una settimana, ma hanno realizzato qualcosa di grande. In particolare, un enorme "Grazie" va a "La Repubblica", che nel giornale di ieri ha dedicato due articoli al nostro Istituto.

Grazie a tutte le radio che hanno trasmesso qualcosa di "nostro", e grazie anche a tutti i tg, anche se ci hanno dedicato un servizio di "25 secondi" al giorno.

Un immenso grazie va inoltre ai professori, che hanno collaborato con noi e che ci hanno aiutati nella realizzazione di questa settimana, e, infine, ultimo ma non meno importante, grazie anche alla Preside della nostra scuola, che ci ha permesso di vivere questa esperienza indimenticabile.

Ormai la settimana d'occupazione è già un ricordo, ma la nostra rabbia verso un decreto legge che distrugge il diritto allo studio e la cultura persiste, e lotteremo ancora per far sí che questa legge non venga attuata!!!

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La Redazione de "Il Rastòn":

Serena Salpietro, 3 H Liceo Scientifico linguistico
Francesca Baroni, 5 A Liceo Scientifico PNI
Irene Zoi, 4 B Liceo Scientifico PNI
Dunia Vecchini, 2 G Liceo Scientifico linguistico
Fedora Piccini, 1 G Liceo Scientifico linguistico
Alice Picone, 1 D Liceo Scientifico linguistico
Cammelli Chiara, 4 D Liceo Scientifico PNI
Federica Bembo, 4 G Liceo Scientifico linguistico
Ilaria Bellacci, 5 A Liceo Scientifico PNI
Maritozzi Elena, 1 E Liceo Scientifico
Karen Rotondi, 1 E Liceo Scientifico

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